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GLI AVVISTAMENTI DEL 2003

cetorini in Adriatico "misterioso" avvistamento in Sicilia bebè in adriatico registrare la presenza della foca nelle grotte italiane
mamma verdesca le spadare sono ufficialmente fuorilegge. E invece... la tartaruga satellitare la foca monaca sul Venerdì di Repubblica
squalo bianco in Croazia le news dell'Istituto Tethys... tornano in mare le tartarughe guarite dalla Fondazione Cetacea
un cucciolo di squalo elefante!!!
squali vari in campania      

SQUALI

Daniela Esposito ci comunica la cattura di un cetorino di circa 7 metri al largo di Gallipoli (LE) avvenuta ai primi di febbraio. Lo squalo è stato trascinato nel porto per fortuna ancora vivo, liberato dalle reti e rimesso in libertà. Purtroppo Simona Clò, la "nostra" ricercatrice dell'Icram, viene a sapere che qualche giorno dopo nella stessa zona un cetorino di quelle dimensioni è stato avvistato morto.
Peppe Guarrasi dalla Sicilia ci informa della storia triste di una verdesca che finisce ammagliata nelle reti dei pescatori e che, già morta, partorisce dodici cuccioli dopo il rientro in porto a San Leone, in provincia di Agrigento.
E' tarda primavera, ed è ancora tempo di squali elefante in Adriatico, attirati dalla prensenza sempre più abbondante di vasti banchi di plancton vegetale e animale. L'esemplare qui accanto è stato pescato a Chioggia il 26 marzo. Stefano Moretto di Bio.Ma. ha creato una rete di "informatori" chiamata "il Pianeta azzurro" che ci ha avvertito il giorno stesso di questa cattura. Tiziano Pegorer ci ha poi inviato altre foto dell'animale pescato.
Da Carloforte arriva invece la segnalazione della cattura, nella tonnara di Porto Scuso, di uno squalo volpe. Giuliano Greco, che ha scattato queste foto, ci riporta anche i dati dell'esemplare: "La lunghezza del pesce era di 210 cm dalla punta del naso all'attaccatura della coda e 210cm la coda. Pesava sventrato circa 220 Kg. Era un maschio. E ci ha rovinato la stagione di pesca!!"
DOPO TRENT'ANNI, IL PRIMO SQUALO BIANCO IN CROAZIA. Uno squalo bianco pescato in Croazia a metà luglio: la notizia arriva dal Daily Mirror, quotidiano inglese che ha anche fornito a Ian Fergusson - uno dei maggiori ricercatori di squali bianchi in Mediterraneo - la foto qui a lato. Finito nelle reti nel medio Adriatico al largo di uno scoglio, è il primo esemplare catturato in Croazia in trent'anni.
AVVISTATO UN CUCCIOLO DI SQUALO ELEFANTE Non ci sono foto, ma la descrizione è talmente accurata che non ci sono dubbi: Paolo Ciceroni ha avuto la fortuna di incontrare un cucciolo di squalo elefante a Marina di Ravenna. Era in barca a vela e ha urtato un grosso pesce che si aggirava sulla superficie dell'acqua. Il colpo é stato particolarmente violento e mi sembrava di avere urtato un grosso tronco invece...La sagoma era quella di un pescecane e nuotava con la pinna dorsale fori dall'acqua. Il colpo deve averlo tramortito abbastanza dato che siamo riusciti a seguirlo per un tratto, nonostante andassimo a vela. Era lungo circa due metri e aveva delle macchiettature sulla schiena. La pinna dorsale, colore ardesia uniforme, aveva la sommità arrotondata. Il commento di Irene Bianchi: "Le dimensioni indicano che si tratta veramente di un piccolo molto molto piccolo poiche' la taglia minima nota alla nascita e' 165 cm. dorsale, colore ardesia uniforme, aveva la sommità arrotondata. Abbiamo cercato di far sapere a tutti, in zona, della presenza di questo animale nella speranza che qualcuno potesse incontrarlo di nuovo e magari gli scattasse una foto."
PICCOLO SQUALO GRIGIO Ancora Ian Fergusson ha ritrovato nel suo archivio l'immagine di un piccolo squalo grigio pescato a Rodi nel lulgio.agosto del 1990. Un sacco di anni fa, ma il posto è davvero interessante perché è a poche miglia dalla nostra "baia degli squali".
OSSERVATORIO MEDITERRANEO SU QUARK

Paolo Milillo del Samar Free Shop & Fisher's Point di Salerno ci ha inviato alcune foto di catture.
Con questo commento: "Quest'anno rispetto all'anno scorso avvistamenti e catture sono state dieci volte superiori a quelle dell'anno scorso. Abbiamo anche qualche filmato di verdesche. Numerosi anche gli avvistamenti di trigoni e razzecane: decine al giorno, ma solo nel periodo fra maggio e agosto. Poi scompaiono". Grazie Paolo, abbiamo proprio bisogno di segnalazioni di questo tipo: solo voi che conoscete bene il vostro tratto di mare  potete accorgervi della stagionalità della presenza di questi animali!
Per Simona Clò la foto a sinistra è molto interessante: lo squalo è certamente un cucciolo, anche se ancora non sappiamo di quale specie. 

Paolo ci ha anche mandato la foto di questo pesce castagna, attaccato nella risalita dal fondo tra i 20-40 m. di profondità. "Il pesce che lo aveva attaccato (di circa 2 mt) è rimasto sotto barca per 10 min circa finché non ha staccato il suo boccone  con una forza straordinaria per poco non mi ha buttato in mare".

 

CETACEI

AVVISTAMENTO MISTERIOSO L'8 marzo in Sicilia, all'altezza di Capo Calavà a circa 3 miglia dalla costa, Salvatore Platania è circondato da delfini che si dileguano appena si avvicina questo grosso cetaceo. Dalla foto è veramente difficile identificarlo... cosa sarà stato?
ANCORA LE SPADARE. MA NON ERANO FUORILEGGE? Ufficialmente sì, dal 1 gennaio dello scorso anno. Eppure a Ischia (come in Sicilia) i pescatori continuano a calare le spadare, i "muri della morte". Lo denuncia StudioMare che sul web pubblica anche le foto dei pescherecci.
Stenelle in Adriatico:   un avvistamento che ha dell'eccezionale, questo di una mamma e un cucciolo fotografati al largo di Senigallia sabato 21 giugno. E' Marco Affronte di Fondazione Cetacea a segnalarci l'avvistamento: "La Capitaneria di Porto di Ancona ci avvisa di due delfinidi in apparente difficoltà al largo di Senigallia (in realtà a solo mezzo miglio dalla costa); come sempre, prima di intervenire direttamente, seguiamo le operazioni della C.P. via telefono. Nel frattempo un altro gruppo era intervenuto autonomamente (Blu Assistenza di Falconara) e in seguito il dr.Amico della Protezione Civile di Numana (convenzionata con la Fondazione Cetacea) giunge sul posto (avvisato sempre dalla C.P. di Ancona) e segue le ultime fasi dell'intervento, sempre in contatto telefonico con la Fondazione. Luca scende in acqua per accertarsi sommariamente dello stato di salute degli animali e per fare qualche foto. Infine gli animali prendono il largo." Conclude Marco: "Stenelle in nord Adriatico non ce ne sono, e addirittura con il cucciolo poi!! Quindi l'avvistamento ha davvero dell'eccezionale." La foto è stata scattata da Luca Amico, Protezione Civile Numana (AN)
IL MIGLIOR WHALE WATCHING D'EUROPA

È uscita una nuova e particolarissima guida all'osservazione dei cetacei in acque europee. "The Best Whale Watching in Europe", di Erich Hoyt, noto esperto del settore, è stata presentata dalla WDCS, (Whale and Dolphin Conservation Society, l'inglese Società per la tutela di balene e delfini) insieme a Renate Künast, Ministro tedesco per l'Agricoltura. Il libro identifica come uno degli esempi più illustri di whale watching in europa l'Istituto Tethys, raccomandandolo per l'alta qualità scientifica dei suoi campi di ricerca, durante i quali l'osservazione degli animali contribuisce alla conoscenza, all'educazione e alla conservazione. Per ulteriori informazioni o per ordinare una copia della guida, ci si può rivolgere a WDCS, Brookfield House, 38 St.Paul Street, Chippenham, Wiltshire SN15 ILJ, UK

Le attività di Tethys, istituto non-profit per la ricerca scientifica finalizzata alla tutela dei mammiferi marini, non sono semplice "whale watching", ma molto di più: una emozionante vacanza-studio, ma soprattutto un modo per contribuire realmente alla raccolta dei dati scientifici e alla sensibilizzazione riguardo agli animali e all'ambiente. E' quindi possibile affiancare per sette giorni i biologi nel loro lavoro sul campo, un'esperienza che non richiede competenze specifiche ma solo entusiasmo e spirito di gruppo. Lezioni "mirate" sulla biologia marina e sui metodi di studio tenute direttamente in loco mettono infatti perfettamente in grado di contribuire alla raccolta dati anche chi non ha conoscenze specifiche.

Tre i "campi" dove i biologi stanno lavorando: Mar Ligure, Grecia e Golfo di Napoli. Le date si trovano sul sito Tethys. Il costo delle crociere settimanali varia da 630 a 900 euro a seconda del periodo scelto e della località.
Nel Golfo di Napoli, a Ischia, opera, "StudioMare" in collaborazione con Tethys; i partecipanti saranno a bordo del magnifico veliero "Jean Gab", un cutter oceanico di 17,70 metri che naviga prevalentemente a vela. Nella zona, per la cui tutela Studiomare si sta impegnando attivamente, abbondano diverse specie di cetacei.


TUTTO CIÒ CHE SI SA SULLE BALENOTTERE DEL MEDITERRANEO È stato pubblicato proprio in questi giorni su un importante periodico scientifico, un "review paper", cioè un lavoro che riassume praticamente tutto ciò che i ricercatori sanno al momento attuale, sulle balenottere comuni del Mediterraneo. L'opera, che ha come primo autore Giuseppe Notarbartolo di Sciara, fondatore e presidente onorario di Tethys, è preziosa, in quanto le informazioni disponibili sulla "nostra" popolazione di misticeti sono estremamente frammentarie e a volte contraddittorie. Gli autori del lavoro hanno esaminato quasi 300 pubblicazioni, comprese le più "antiche", confrontando le informazioni, scartando quelle inattendibili e confezionando, tra le altre cose, una enorme tabella di avvistamenti, spiaggiamenti, catture accidentali della specie nei nostri mari. Assieme alle altre informazioni sull'ecologia, la biologia e lo stato di conservazione, raccolte in letteratura e integrate con dati ancora inediti, ne deriva, per la prima volta, una "fotografia" dello stato dell'arte della conoscenza della balenottera comune nei nostri mari. Un contributo che getta una concreta base scientifica per qualunque azione di tutela della specie e dell'habitat. Il testo completo, in PDF, può essere scaricato cliccando questa pagina del sito Tethys.
Giuseppe Notarbartolo di Sciara, Margherita Zanardelli, Maddalena Jahoda, Simone Panigada e Sabina Airoldi. 2003. The fin whale Balaenoptera physalus (L.1758) in the Mediterranean Sea. Mammal Review 33:2, 105-150)
TANTI CAPODOGLI IN MAR LIGURE, segnalano i ricercatori di Tethys Tehtys News n.10 (il notiziario dell'Istituto Tethys - per riceverlo scrivete a: maudebacialli@tiscali.it) segnala la presenza eccezionale di capodogli (Physeter macrocephalus) lungo le coste liguri: circa 20 avvistamenti, concentrati soprattutto in agosto e settembre, per un totale di oltre 50 individui incontrati. La stragrande maggioranza degli animali sono stati avvistati tra Finale Ligure e Genova, in prossimità dei due profondi canyon di fronte a questa zona, a poche miglia dalla costa. Notati alcuni riavvistamenti interessanti - individui già incontrati negli anni precedenti. Prende quindi consistenza la possibilità di una "fedeltà all'area" degli animali. Per la prima volta dall'inizio i ricercatori hanno visto un piccolo di capodoglio con la presunta madre. Fino ad ora erano stati incontrati solo individui adulti o giovani, e per lo più maschi (alle analisi genetiche quattro campioni su quattro risultavano provenienti da maschi).
Tra gli altri avvistamenti, favoriti anche dalle condizioni meteo che quest'anno sono state particolarmente favorevoli, si annoverano le immancabili stenelle striate (Stenella coeruleoalba), le balenottere comuni (Balaenoptera physalus), ma pochi grampi (Grampus griseus), incontrati solo due volte in tutta la stagione. In compenso sono stati visti per quattro volte gli zifii (Ziphius cavirostris), che costituiscono un incontro piuttosto raro. Completano la lista i globicefali (Globicephala melas) e i tursiopi (Tursiops truncatus).
NEL GOLFO DI NAPOLI, segnalano i ricercatori di StudioMare/Tethys...

Gruppi di tursiopi particolarmente numerosi (fino a 50-60 individui, il doppio del consueto). I delfini comuni (Delphinus delphis) sono apparsi attorno a Ischia solo ai primi di agosto, ma gli avvistamenti di quello che forse è uno degli ultimi grandi gruppi del Mediterraneo si sono protratti sino a ottobre. Sono stati visti anche gruppi misti Stenella - Delphinus; forse si tratta di aggregazioni temporanee finalizzate alla cooperazione nella caccia; tuttavia la reale natura di questi branchi a due specie è ancora sconosciuta. Le balenottere comuni sono state viste nel golfo di Napoli da marzo a giugno; nei mesi successivi gli unici grandi cetacei sono stati i capodogli, avvistati e registrati sino a ottobre. Uno di questi, avvistato più volte, e mostrava sul dorso numerosi tagli paralleli dovuti con ogni probabilità all'impatto con un elica. ciononostante il cetaceo sembrava in buone condizioni Infine, come ogni anno, "Pan" e "Cagliostro", i due globicefali solitari, si sono presentati all'appuntamento tra Ischia e Ventotene.


Il delfino comune mediterraneo nella "lista rossa" La sottopopolazione mediterranea di delfino comune (Delphinus delphis) e' nella lista rossa degli animali "in pericolo" dell'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN). Fino a pochi decenni fa era la specie più frequentemente incontrata. Poi si è verificato un improvviso declino e oggi questi animali sopravvivono solo in porzioni relativamente piccole del loro precedente areale mediterraneo, tra cui Kalamos, in Grecia, e il Golfo di Napoli. L'ipotesi è che il declino sia dovuto soprattutto a cambiamenti ambientali su larga scala avvenuti negli ultimi 30-40 anni. "Le minacce principali sembrano costituite dalla ridotta disponibilità di cibo causata dalla pesca eccessiva e dal degrado dell'habitat" afferma il Presidente di Tethys Giovanni Bearzi, docente di Tutela dei cetacei all'Università di Venezia. "Altri fattori che possono aver contribuito al declino della specie comprendono la contaminazione da sostanze chimiche prodotte dall'uomo (che può risultare nella immunosoppressione e nella riduzione della capacità riproduttiva) e la mortalità incidentale nelle reti da pesca". Maggiori informazioni sul sito dell'Istituto Tethys
TARTARUGHE
COSA CI FA UN TARTARUGHINO COSI' PICCOLO IN ADRIATICO? Cosa ci faccia un animale così piccolo nell'Adriatico è un mistero, come conferma Marco Affronte di Fondazione Cetacea: "La sua presenza così a nord apre una serie di interrogativi. Non si conoscono areee di deposizione in Adriatico, se si eccettuano vecchie segnalazioni di Robert Basso lungo la costa pugliese e l'ipotesi dell'esistenza di spiagge nella Croazia meridionale. Quindi, a meno che non ci siano state delle deposizioni in Puglia, il piccolo è arrivato qui dalla Grecia, cioè 850km. in linea d'aria e molti di più considerando il gioco delle correnti, che corrono verso nord lungo la costa albanese e slava e verso sud lungo la costa italiana. Proprio l'andamento della corrente lungo le nostre coste porterebbe a escludere l'ipotesi della nascita pugliese". Lucky, com'è stato soprannominato il piccolo, morirà qualche tempo dopo. Ma qualcosa di strano sta accandendo in Adriatico: dopo meno di un mese a Rimini, 160 km più a nord, si spiaggia un altro tartarughino, questa volta morto. Le analisi genetiche dei due piccoli, pronte a breve, potranno forse spiegare l'origine dei tartarughini.
HERCULES, A ZONZO PER L'ADRIATICO Dallo spazio teniamo d'occhio gli spostamenti di Hercules, una tartaurga che i ricercatori di Fondazione Cetacea hanno rilasciata il 16 dicembre scorso equipaggiata con una sonda satellitare. Qui a fianco la carta con i suoi spostamenti in questi quattro mesi!
Il progetto è nato in collaborazione col CNR Firenze e il CTS.
BAGNO FUORI STAGIONE PER UN NOSTRO AMICO!
Ancora lungo la costa adriatica l'incontro di Alessandro, medico di pronto soccorso: "Domenica 23 marzo a Riccione c'era un bellissimo sole, grecale che spazzava e moto ondoso notevole. Stavo andando, come sempre, al lavoro per la spiaggia quando sul bagnasciuga del bagno 35 ho visto una tartaruga. Sembrava morta ma presa in mano ha cominciato a "pinneggiare". Era grande più o meno come un piatto, giallo-verdastra e con diversi "denti di cane" sul dorso. Non ha visto ami o lenze, ma non mi sembrava in buone condizioni. Messa in acqua, ogni ondata la riportava a riva. Allora sono entrato anche io e l'ho lasciata in circa un metro d'acqua. Per qualche secondo è rimasta con la testa fuori dall'acqua, poi ha cominciato a nuotare e non l'ho più vista. Credo, col senno di poi, che avrei fatto meglio a portarla al centro raccolta di tartarughe ferite, ma l'emozione mi ha fatto agire d'impulso. Speriamo stia bene!! Da dove sarà venuta??"
PASQUA A CASA PER CINQUE TARTARUGHE rilasciate venerdì 18 aprile al largo di Rimini dai ricercatori e volontari di Fondazione Cetacea con l'appoggio della Guardia di Finanza. Il più grande, Angelo - 65 cm. di lunghezza del carapace - era arrivato a novembre nelle vasche della Fondazione con una infezione agli occhi e una bella indigestione; Carlo, una tartaruga di 41cm (carapace), portato da Chioggia a Riccione dagli agenti del corpo forestale; e le piccole Agese, Malù e Penny, spiaggiate tra dicembre e marzo lungo la costa adriatica. Recuperate, curate all'Ospedale delle Tartarughe hanno così potuto finalmente riprendere il mare salutate dall'entusiasmo dei volontari.
Foca Monaca
E' uscito sul Venerdì di Repubblica un'intervista a Giulia Mo sullo stato della foca monaca. Il Gruppo Foca Monaca ci informa di avere intenzione di avviare una fase nuova della loro attività. Come spiega Emanuele Coppola: "L'ultima segnalazione da noi raccolta ci offre un'opportunità mai avuta prima, visto che abbiamo un sito sicuramente utilizzato da un animale. Si tratta di iniziare a posizionare dei rilevatori passivi di presenza. Una prova effettuata al Bioparco di Roma ha mostrato come il sensore possa registrare senza difficoltà il passaggio della foca grigia anche quando questa era quasi completamente immersa. Si tratta ora di posizionarla per poter poi registrare (come evento, con data e ora) l'eventuale uscita dall'acqua di una foca monaca all'interno di una grotta.I primi sensori saranno quasi certamente applicati nelle grotte che saranno giudicate idonee durante il nostro prossimo survey nel Salento a fine Luglio.Tali piccoli apparecchi avranno un'autonomia di circa 4 - 6 mesi, e conservano in una memoria stabile i dati raccolti, pertanto dovranno essere verificati entro la fine dell'anno in corso. I costi delle apparecchiature sono anticipati dalla Panda Film."

ultimo aggiornamento: 19 marzo 2004

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