Mitico
Sudan:
i
subacquei
di lungo
corso,
quelli che
hanno
girato gli
oceani in
lungo e in
largo, ne
parlano
sempre con
occhi
sognanti.
Il perché
è chiaro
appena
metti la
testa
sott'acqua,
il Mar
Rosso
sudanese
è un mare
che ti
sorprende
sempre per
la sua
vitalità:
i
caroselli
di
carangidi
e
barracuda;
gli squali
che pattugliano
le
scogliere.
Ma è
soprattutto
il
brulichio
dei
piccoli
pesci di
barriera,
perennemente
in
movimento,
costantemente
affaccendati,
quello che
riempie
gli occhi
in ogni
immersione.
Ma il
Sudan è
sempre
Sudan: il
mare dei
grandi
pesci. E
non si
smentisce
mai.
Durante la
crociera
di Pasqua,
lungo la "classica"
rotta
Sanganeb e
Sha'ab
Rumi, abbiamo
incontrato
uno squalo
balena!
Quattro
metri di
lunghezza,
appena un
cucciolo che,
da adulto,
potrà
superare i
12 metri.
Con curiosità
ci ha
girato
attorno
per molti
minuti.
Finché...
finché si
è
materializzato
un gruppo
di delfini
che hanno
preso a
inseguirlo
e a
ronzargli
intorno:
salti e
virate
davanti al
muso,
capriole
intorno al
corpo,
raffiche
di bolle
d'aria
sparate a
una
velocità
che per un
animale di
quella
mole
dev'esser
sembrata
eccessiva.
Troppe
attenzioni
per il
cucciolo,
che con
una codata
si è
inabissato,
cercando
di
scrollarsi
di dosso
noi e i
delfini.
Una
situazione
davvero
unica,
come
potete
vedere
dalle immagini
di questa
pagina,
estratte
dal
filmato
che
abbiamo
avuto la
fortuna di
realizzare.
Lo squalo
balena (Rhincodon
typus)
è
il
pesce più
grande del
mondo e si
ciba solo di
plancton. Il
“gigante
gentile”
è iscritto nella Appendice II della
Cites, la convenzione mondiale sul commercio delle specie
protette,
perché
è oggetto di cattura per colpa delle pinne,
che sui mercati asiatici possono valere anche 15.000
euro. I timori per la
sua capacità di resistere a una pressione di pesca sempre più intensa sono notevoli e giustificati, se si pensa che
cresce lentamente
ed inizia
a
riprodursi
solo dopo molti anni di vita.
Per
saperne di
più sullo
squalo
balena
leggete la
scheda
della FAO
(in
inglese).
Grazie ad Aurora
Branciamore,
armatrice
del Felicidad
II,
e a Dive
In.
La
telecamera
è in
custodia Nimar.
Un saluto
e un
ringraziamento
al
comandante
Mohammed,
a tutto
l'equipaggio
del Felicidad
e a
Roberta
Bertolucci
e Roberto
Negro,
le guide
sub Dive
In: tutti
loro con
professionalità
e simpatia
hanno reso
la
crociera
speciale.