Tsunami.
Un'onda
gigantesca,
sproporzionata.
Tanto
impercettibile
a
mare
quanto
devastante
appena
'sente'
la
terra:
perché
allora
si
trasforma
in
un
immenso
muro
d'acqua
che
si
schianta
sulla
costa
e
travolge
tutto
-
case,
alberi,
strade.
Tsunami,
Una
parola
giapponese
-
tsu,
porto,
nami,
onda
-
per
un
mostro
che
si
abbatte
anche
sulle
nostre
coste:
il
primo
di
cui
si
abbia
testimonianza
scritta
nel
Mediterraneo
risale
al
479
a.C.,
il
più
distruttivo
quello
di
Messina
del
1908
che
contribuì
a
far
salire
a
60.000
il
numero
delle
vittime
del
terremoto.
Uno
tsunami
si
è
abbattuto
sulle
coste
di
Stromboli
alle
13.15
del
30
dicembre
2002.
Una
forte
esplosione
nei
pressi
della
bocca
principale
del
vulcano
innesca
lo
'scollamento'
di
una
parte
del
fianco
della
montagna
che
scivola
lungo
la
"Sciara
di
fuoco"
e
si
precipita
in
acqua.
Il
mare
si
ritira,
si
gonfia
e
si
abbatte
in
una
serie
di
ondate
che
sconvolgono
l'isola.
L'onda
principale
ha
un'energia
immensa,
a
Piscità
e
a
Ficogrande
raggiunge
gli
8
metri
di
altezza:
trasporta
per
venti
metri
blocchi
di
calcestruzzo
di
tre
metri
cubi,
distrugge
muretti
di
cemento
e
pietrisco,
lesiona
edifici
e
causa
il
ferimento
di
alcune
persone.
I
danni
maggiori
a
Ginostra
ma
il
maremoto
distrugge
e
danneggia
barche
e
abitazioni
nel
resto
dell'isola
per
poi
raggiungere,
ormai
molto
attenuato,
le
altre
isole:
Panarea,
Lipari,
Vulcano,
Ustica.
Nel
porto
di
Milazzo
rompe
gli
ormeggi
di
una
petroliera.
Non
era
la
prima
volta
e
non
sarà
l'ultima.
Lo
Stromboli
è
stato
sempre
considerato
un
vulcano
'gentile'
per
la
sua
attività
costante
ma
limitata
che
consiste
in
piccole
eruzioni
ogni
10-20
minuti
e
da
sporadiche
esplosioni
più
intense.
Ma
il
materiale
eruttivo
che
continua
ad
accumularsi
sui
fianchi
della
montagna
senza
mai
consolidarsi
crea
una
situazione
instabile
che
un'eruzione
può
far
precipitare.
Piccole
frane
o
slavine
spettacolari,
come
quella
che
diede
vita
alla
stessa
Sciara
di
Fuoco,
cicatrice
di
una
frana
gigantesca
staccatasi
nell'Olocene
e
che
si
è
calcolato
abbia
generato
una
serie
di
onde
alte
oltre
20
metri.
Gli
tsunami
possono
avere
origini
assai
diversi:
terremoti,
eruzioni
e
slavine
sottomarine,
meteoriti
che
cadono
in
acqua,
particolari
condizioni
atmosferiche
o,
come
nel
caso
di
Stromboli,
il
crollo
in
mare
di
importanti
masse
di
roccia.
Questi
ultimi
tipi
di
onde
anomale
sono
chiamati
da
alcuni
ricercatori
'mega-tsunami',
perché
capaci
di
creare
onde
ben
più
alte
di
quelle
generate
sul
fondo
del
mare.
Il
catalogo
dei
maremoti
mediterranei
compilato
recentemente
dai
ricercatori
ha
mostrato
che
in
passato
la
coste
italiane
più
colpite
da
tsunami
generati
da
terremoti
sono
state
quelle
dello
Stretto
di
Messina
e
la
costa
orientale
della
Sicilia
(l'onda
anomala
si
abbatté
sulla
costa
in
seguito
al
terremoto
dell'11
gennaio
del
1693).
Sono
oggi
aree
densamente
popolate,
dove
eventi
del
genere
avrebbero
oggi
conseguenze
ancor
più
disastrose.
Guidati
dal
professor
Stefano
Tinti
dell'Università
di
Bologna
i
ricercatori
hanno
effettuato
simulazioni
col
computer
per
prevedere
l'impatto
di
uno
tsunami
sulle
maggiori
città
costiere.
La
frana
di
un
chilometro
cubo
di
roccia
dello
Stromboli
genererebbe
uno
tsunami
che
in
10-15
minuti
raggiungerebbe
le
coste
calabre
e
sicule,
con
onde
alte
2-3
metri.
Gran
parte
dell'energia
si
scaricherebe
sulle
altre
isole
Eolie
(Panarea,
Lipari,
Vulcano)
e
su
Tropea,
mentre
la
costa
siciliana
sarebbe
in
parte
protetta
dalle
isole
e
sarebbe
raggiunta
solo
da
onde
più
modeste.
La
morfologia
locale
sottomarina
ed
emersa
influenza
notevolmente
l'evoluzione
dell'onda.
Il
caso
di
Augusta
è
estremamente
interessante:
la
penisola
sulla
quale
si
allunga
la
città
e
il
molo
del
porto
riesce
a
deviare
e
proteggere
le
onde
di
tsunami
riducendo
sensibilmente
la
loro
ampiezza
all'interno
del
porto.
Il
Mediterraneo
ha
una
lunga
storia
di
tsunami,
una
delle
più
corpose
al
mondo.
Sono
oltre
trecento
gli
eventi
registrati
sin
dal
1300
a.C.
che
interessano
soprattutto
il
Mediterraneo
orientale
e
lo
Stretto
di
Messina.
Circa
il
7%
di
tutti
i
terremoti
ha
prodotto
onde
anomale
che
hanno
causato
danni
o
gravi
devastazioni,
una
percentuale
che
in
Grecia
sale
al
30%.
In
Italia
sono
67
gli
tsunami
registrati
negli
ultImi
2000
anni.
Di
questi
46
sono
stati
causati
da
terremoti
e
12
da
vulcani.
UN'ONDA
DI
50
m.
SPAZZERA'
GLI
STATI
UNITI.
PRIMA
O
POI.
Potrebbe
accadere
in
un
qualunque
momento.
Quando
crollerà
in
mare
un
fianco
del
cono
vulcanico
di
La
Palma,
nelle
Canarie,
l'onda
provocata
dalla
frana
di
500
miliardi
di
tonnellate
di
roccia
attraverserà
l'Atlantico,
si
abbatterà
sui
Caraibi,
la
Florida
e
su
tutta
la
costa
orientale
americana
spingendosi
fino
a
20
chilometri
all'interno.
Non
è
un'ipotesi:
è
quanto
accadrà
davvero,
prima
o
poi.
E'
già
successo
e
accadrà
di
nuovo,
perché
tutte
le
isole
vulcaniche
sono
instabili,
lo
abbiamo
visto
con
lo
Stromboli,
e
il
fianco
di
La
Palma
lo
è
in
modo
preoccupante.
120.000
anni
fa
il
collasso
del
vulcano
El
Hierro,
alto
oltre
1500
metri,
ha
innescato
uno
tsunami
che
ha
provocato
ondate
gigantesche
alle
Bahamas,
dall'altra
parte
dell'Atlantico.
Lo
testimoniano
i
giganteschi
scogli
di
oltre
2000
tonnellate
abbandonati
dall'onda
20
metri
sopra
il
livello
del
mare.
Simon
Day
del
University
College
of
London
ritiene
che
una
delle
prossime
eruzioni
innescherà
la
valanga
e
il
mega-tsunami,
forse
il
più
grande
della
storia,
che
si
trasformerà
in
un'onda
di
40-50
metri
di
altezza
una
volta
raggiunta
la
costa
americana.
Occorreranno
forse
molte
altre
eruzioni
perché
la
faglia
che
percorre
il
costone
del
vulcano
ceda
definitivamente,
ma
quando
accadrà
"Una
tale
massa
d'acqua
che
si
muove
a
una
tale
velocità
distruggerà
tutto:
edifici,
alberi,
strade,
tutto"
commenta
Day
LINKS:
La
sezione
di
Catania
dell'Istituto
nazionale
di
Geofisica
e
Vulcanologia
ci
aggiorna
continuamente
sulla
situazione
a
Stromboli.
Da
segnalare
la
pagina
con
le
foto
della
frana
e
dello
tsunami
Altre
immagini
dello
tsunami
di
Stromboli
all'interno
dell'ottimo
'Stromboli
on
line'
Questo
sito
è
in
francese
ma
contiene
una
ricca
panoramica
di
foto
dello
Stromboli
(anche
immagini
3D
delle
radici
sottomarine
del
vulcano).
Per
mettere
in
prospettiva
quest'ultimo
maremoto
è
utile
consultare
il
Catalogo
dei
maremoti
italiani
L'articolo
completo
sulla
simulazione
di
un
mega-tsunami
causato
dallo
Stromboli